IN MEMORIAM


È mancato all'età di 42 anni, Andrea Frigerio, un personaggio molto conosciuto nel mondo del compound.

Lo aspettavamo agli ultimi Italiani Indoor a Suzzara per sentirlo, al ritorno dall'America, sulle novità di questo arco e nello stesso tempo per farci aiutare, con commenti tecnici, alla stesura dell'articolo sui Campionati.

Lo aspettavamo ed invece è arrivata la tragica notizia della malattia che lo stava portando via in pochi giorni.Tutti i tiratori compound lo conoscevano perché, con il fratello, aveva dato vita, quando questo arco non era ancora riconosciuto ufficialmente, alla celebre Coppa Italia Compound di Lecco.

Ogni anno a questo evento seguiva, di poche settimane, l'H+F di Valsassina, con spettacolari percorsi, sotto il Monte Resegone, tracciati da Andrea e i suoi collaboratori.Due classiche del calendario nazionale Fitarco.Aveva imparato sui cataloghi e riviste d'Arcieria un inglese arcieristico che gli permetteva di conversare, sui campi di gara, con i tecnici e campioni di tutto il mondo. Difficilmente mancava ai Campionati Europei e Mondiali del Compound, dove, per essere presente, utilizzava ogni anno i suoi giorni di ferie. Tutti gli anni andava anche in America dove in passato aveva frequentato le scuole di tiro dei professionisti Terry Ragsdale, Freddie Troncoso e Frank Pearson, per assistere ai grandi Tornei e all'Indoor di Las Vegas.

Al ritorno ci preparava dettagliate relazioni sulle novità dei materiali e sulla tecnica di tiro, dalle quali abbiamo sovente preso spunti per articoli apparsi su queste pagine.Ai nostri tecnici federali riferiva quanto aveva visto e attinto parlando con i grandi specialisti.

Anche dall'ultimo viaggio, che affrontò malgrado i primi sintomi del male, tornò con le valigie piene come sempre di novità, come la "Scuola Dinamica" quando era prematuro parlarne, scontrandosi sovente con l'immobilismo di conservatori arrocati su vecchie teorie.

Questo atteggiamento innovativo aggiunto alla sua proverbiale repulsione ai compromessi aveva generato qualche volta malumori e incomprensioni.

Se attualmente il compound ha raggiunto in Italia alti livelli grazie al lavoro di tanti appassionati, tecnici e atleti, un riconoscimento per aver contribuito a questa crescita qualitativa va anche ad Andrea.

Gian Carlo Casorati

Al mio amico Roberto, Presidente della Associazione Socio Culturale Sportiva Arcadia di Cassino (FR). Roberto Longo era un vero amico per noi tutti. Avevamo iniziato questa avventura nella Federazione dal 1991, pieni di entusiasmo ma soprattutto con una grande voglia di costruire qualcosa di duraturo. Era il cardine delle attività della nostra Provincia, il riferimento per tutti e lui ci ricompensava con la sua continua disponibilità sempre ed a qualsiasi ora. Abbiamo costruito insieme un campo di tiro accessibile a tutti, disabili e bambini, illuminato, coperto, con servizi igienici, e utilizzabile anche da chi accompagnava gli atleti alla gara con la possibilità di trascorrere il tempo in altro modo. Quante notti rubate al sonno e quante serate dopo il lavoro durante tutto l'anno per costruire il campo di tiro, pulire, verniciare, allestire le gare. Era sempre disponibile ed io non sapevo dirgli di no. Credeva nei giovani e nelle loro potenzialità. Con il campo avevamo creato un punto di aggregazione, un riferimento per tanti giovani verso una nuova disciplina sportiva. Tanto lavoro, nuove prospettive di ricominciare, dopo che avevamo dovuto abbandonare il campo di tiro, ma insieme mi aveva sempre detto che potevamo farcela.

Roberto ci ha lasciato a soli 30 anni, per un incidente stradale mercoledì 19 febbraio in una giornata di sole, come una di quelle che sono ideali per tirare alla domenica, mentre tornava a casa dall'Istituto Tecnico Industriale di Frosinone dove insegnava da 10 anni.

Pierluigi Moretti