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Oscar De Pellegrin medaglia d'oro!

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Oscar De Pellegrin vince la medaglia d'oro battendo allo spareggio il malese Hasihin Sanawi!


Dopo una finale al cardiopalma, trasmessa in diretta tv su Rai Sport 1, il Portabandiera azzurro Oscar De Pellegrin è salito sul tetto del mondo aggiudicandosi il match decisivo contro il malese Hasihin Sanawi e la medaglia d'oro paralimpica a Londra 2012.

Una sfida combattuta, risolta alla freccia di spareggio che ha tenuto tutta Italia col fiato sospeso. L'arciere bellunese, con un triplo 10 al primo set, si è subito portato sul 2-0 e forse per un attimo si è illuso che la via per il gradino più alto del podio fosse in discesa, dopo aver vinto il secondo set 26-22.

Vende cara la pelle però il malese Sanawi, che si aggiudica il terzo set 23-22 portandosi sul 4-2. La tensione sale alle stelle, soprattutto per il campione azzurro, che potrebbe piazzare la volée che vale l'oro e invece viene superato dall'avversario 27-28. Ormai i contendenti sono in parità, 4-4, e nemmeno il quinto set decide il vincitore: 9-9-10 per Oscar, 9-10-9 per l'avversario e il 5-5 pari è servito. Si decide tutto allo shoot off.

Una singola freccia a decidere il destino olimpico degli arcieri sulla linea di tiro. Oscar prende la mira e centra il 9. Sanawi risponde con un 8 e fa partire la festa azzurra!

Le braccia al cielo di Oscar De Pellegrin e l'abbraccio con il coach azzurro Willy Fuchsova segnano una vittoria straordinaria che chiude una carriera lunghissima e costellata di successi.

La voce rotta dal pianto del C.T. Marco Pedrazzi che commentava il match in diretta Rai, il successivo abbraccio di tutti i compagni di squadra e, infine, la medaglia al collo messa dalle mani del Presidente Fitarco Mario Scarzella (in qualità di Vicepresidente Vicario della World Archery) e l'inno di Mameli cantato con gli occhi chiusi sono stati gli ultimi scatti di una giornata storica.

Tutta l'Italia è pronta a riservare un lungo applauso a un grande uomo e un grande campione, che chiude con questa medaglia una carriera d'oro.

LA SEMIFINALE
Ancora una grande prova per il Portabandiera azzurro Oscar De Pellegrin che è riuscito a battere in semifinale con una splendida prestazione l'arciere di Taipei Lung Hui Tseng per 7-3.
L'arciere bellunese si è portato in vantaggio per 2-0 dopo il primo set (25-26), ha pareggiato il secondo 25-25 e l'avversario si è aggiudicato il terzo 28-27 portandosi sul 2-3. Nel quarto set il campione azzurro ha ripreso il largo con un 26-25 e si è regalato l'accesso alla finalissima che vale l'oro olimpico vincendo anche il quinto set per 27-26.

Combattutissima l'altra semifinale, che vedeva opposto il campione del mondo in carica, l'iraniano Ebrahim Ranjbarkivaj contro l'arciere malese Hasihin Sanawi. Sarà quest'ultimo a sfidare De Pellegrin in finale alle ore 12:30 italiane, dopo aver battuto l'avversario 6-5 dopo la freccia di spareggio (10-8).

Nella finale per il bronzo l'arciere di Taipei Lung Hui Tseng si è aggiudicato la finalina battendo Ebrahim Ranjbarkivaj (Iri) per 7-3.

LE DICHIARAZIONI DOPO IL SUCCESSO

OSCAR DE PELLEGRIN
L'arciere di Belluno parte dalla fine per raccontare la sua gioia dopo, l'oro olimpico appena conquistato: "In quel momento sul podio con Mario Scarzella davanti a me ho rivissuto la mia carriera di 25 anni in 5 minuti. Tanti flash di anni dedicati allo sport. La medaglia è il giusto riconoscimento per tutti gli sforzi che abbiamo fatto, per le sconfitte subite, l’impegno messo in ogni allenamento. Ricevere la medaglia dal presidente Scarzella è stato un onore. Con lui abbiamo vissuto tante belle pagine di sport e di vita."

Sulla linea di tiro era da solo ma in tanti lo hanno sostenuto: "Atmosfera magica, c’era un tifo da stadio, sentivo la vicinanza dei tifosi e dei miei compagni che stavano con me. Loro hanno tifato come una squadra vera, faccio fatica a spiegare quegli attimi. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno creduto in me, allenatori, fitarco, cip. È l’oro di tutti, di una squadra, non solo di Oscar. E’ stato un grande gioco di squadra.

Londra cancella definitivamente la delusione del 2004: "Il quarto posto di Atene è alle spalle, ora sono davvero sereno. Ho fatto tutto quello che potevo. Chiudere così è il massimo"

"Le pressioni c’erano. Ho riscoperto però una mia qualità, quella di saper mettere a fuoco l’obiettivo e fare di tutto per conquistarlo. Essere il portabandiera è stato un grande onore ma non mi bastava. Ho vissuto emozioni forti allo stadio alla cerimonia di apertura ma il mio obiettivo era la gara. Non potevo buttare via 4 anni di lavoro. Mi sentivo di essere forte per vincere e ho messo a fuoco l’obiettivo numero uno."

La dedica del successo è davvero speciale: "Ho sentito la mia famiglia. Loro hanno vissuto come sempre tutto a distanza ma erano con me nel cuore. La medaglia è per loro e per tutti quei ragazzi che avendomi visto oggi si avvicineranno allo sport. Mi auguro che la mia impresa possa stimolare tanti ragazzi che sono chiusi in casa che non hanno avuto ancora la forza di tornare a vivere. Il messaggio è chiaro, lo sport è un mezzo di inclusione sociale, è una forza straordinaria a dispisizione di tutti."

Prima di appendere l'arco al chiodo ci sarà ancora l'occasione di salire nuovamente sul tetto del mondo: "Adesso? Sto già pensando alla gara di dopodomani. Abbiamo lavorato bene come squadra e meritiamo di provarci tutti insieme. Voglio subito ritrovare la carica e provare a vincere anche con i miei compagni."

IL PRESIDENTE FITARCO MARIO SCARZELLA
Mario Scarzella ha premiato l'azzurro sul poodio in qualità di vicepresidente della World Archery. In mondovisione un abbraccio lungo e commosso.

“Non ci siamo detti nulla. E’ bastato uno sguardo. Ci siamo abbracciati e se avessi provato a parlare ci saremmo messi a piangere. Questa medaglia ha un valore e una forza indescrivibile. L’ultimo atto di una carriera straordinaria di un uomo straordinario”.

Mario Scarzella, presidente della Federazione Tiro con l’Arco, ha ancora la voce rotta dall’emozione a poco più di un’ora dalla conquista dell’oro da parte di Oscar De Pellegrin.

A Londra Scarzella rappresenta anche la World Archery, la Federazione Internazionale del tiro con l’Arco di cui è vicepresidente vicario. E coincidenza ha voluto che fosse proprio lui a dover consegnare le tre medaglie del podio maschile. “Premiare Oscar è stato superbo. Ci siamo confidati a lungo prima e durante queste Paralimpiadi. E’ davvero un uomo eccezionale e credo che non ci potesse essere una chiusura di carriera migliore. Lascia dopo 6 medaglie paralimpiche, alla sua sesta edizione dei Giochi e da portabandiera azzurro. L’italia ha scelto una persona stupenda come suo rappresentante paralimpico. Il presidente del Cip Pancalli ha scelto il migliore che poteva esserci, un onore per il nostro movimento ma soprattutto un riconoscimento davvero meritato per De Pellegrin”.

Una finale emozionante. Se la medaglia d’oro del trio Galiazzo-Nespoli-Frangilli è stata votata come una delle più appassionanti dal pubblico italiano, questa di De Pellegrin, arrivata alla freccia di spareggio, ha tenuto incollati su Rai Sport 1 tutti gli appassionati di tiro con l’arco e non solo.
“Oscar è partito fortissimo – racconta Mario Scarzella – davanti a un pubblico pazzesco. Settemila persone e neppure un posto libero si sono godute una finale fantastica. Il nostro portabandiera è stato superbo. Ha mollato un po’ solo nella terza volée. Lui sapeva che poteva conquistare la medaglia e questo, in partenza, aumenta ovviamente la pressione. Ha tenuto i nervi saldi, ha vinto la semifinale contro chi aveva fatto meglio di tutti nelle qualifiche. Era convinto, sereno, tranquillo. Anche alla freccia di spareggio. Ha tirato per primo e ha messo dentro un bel 9 che ha messo pressione sull’avversario malese. Siamo davvero felici per lui e per tutto il movimento. E’ una medaglia bellissima e non è finita qui. Veronica Floreno e Elisabetta Mijno domani sono in semifinale. Altre due ragazze fantastiche che ci porteranno sul podio. E poi – ricorda Scarzella – anche nella competizione a squadre possiamo dire la nostra. I ragazzi partono dal sesto posto in qualificazione, proprio come Nespoli, Galiazzo e Frangilli… Chissà che non sia un segnale. E anche le ragazze se la giocheranno con tutti. Il nostro movimento potrà vivere nei prossimi giorni altre grandi emozioni”.

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