La Malattia di Parkinson rappresenta la seconda più frequente malattia neurodegenerativa. I sintomi e la progressione della malattia hanno un forte impatto sulla qualità di vita del paziente soprattutto perché la terapia medica e neurochirurgica possono non raggiungere risultati ottimali duraturi.
Recentemente, le terapie complementari di tipo sportivo (boxe, tiro con l’arco, arti marziali) sono state approvate e indicate quali strategie adiuvanti per migliorare le funzioni motorie, la mobilità e l’equilibrio.
Il tiro con l’arco ha dimostrato, oltre all’alta inclusività e il ruolo socializzante, un significativo e promettente effetto positivo sia sulle funzioni motorie (coordinazione, stabilità, acquisizione di sequenze motorie complesse, riduzione del tremore) che sulla sfera cognitivo-comportamentale del paziente (concentrazione, finalità di azione, tono dell’umore, comunicazione).
Il paziente viene avviato alla terapia complementare previa valutazione e percorso neurologico presso la struttura territoriale “Casa Parkinson Firenze” (responsabile D.ssa Paola Vanni). Il percorso sanitario si avvale, nella macrozona Firenze, del tiro con l’arco attraverso l’Associazione a Promozione Sociale Simone Borgheresi Campioni di Vita, Ente Terzo Settore affiliato CSEN. L’attività si svolge per un totale di tre ore settimanali presso la Polisportiva Isolotto di Firenze, sotto la supervisione del team di istruttori federali Fitarco, il supporto tecnico dell’allenatore specializzato nell’attività Paralimpica Giuseppe Marascia, il monitoraggio di esperti in scienze motorie e del neurologo di riferimento.
In tre anni di lavoro collettivo l’arciere Emanuele Dattoli ha ottenuto una progressiva implementazione delle capacità motorie e di controllo del gesto tecnico tali da consentirgli l’accesso alla Compagnia Arcieri del Borgo al Cornio di Prato nonché di effettuare la sua prima gara agonistica (18 m arco nudo),organizzata dalla Compagnia accettante l’arciere, che si è disputata a Pescia il 14 dicembre 2025.Ricordiamo inoltre che altri due pazienti avviati alla terapia complementare hanno raggiunto il grado di Istruttore di Base Fitarco.
Il risultato raggiunto attraverso il percorso effettuato e la sinergia fra struttura sanitaria, APS Simone Borgheresi e la Società sportiva è un esempio di collaborazione e inclusività e dimostra la possibilità di raggiungere un’alta qualità tecnica da parte dei soggetti con Malattia di Parkinson, rappresentando un forte stimolo a perseguirlo nel maggior numero di pazienti possibile.