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Chiara Rebagliati protagonista al Forum di Greenaccord “Lo sport sostenibile, inclusivo e rispettoso di tutti”.

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Ampio spazio dedicato al tiro con l’arco in occasione del XX forum “Lo sport sostenibile, inclusivo e rispettoso di tutti” organizzato a Pescasseroli (Aq), presso il Teatro Ettore Scola, da Greenaccord con il supporto dell’Unione Stampa Sportiva Italiana.

Protagonista del panel dal titolo “Lo sport nella natura” l’arciera delle Fiamme Oro e della Nazionale FITARCO, Chiara Rebagliati. Nel corso dell’intervento, moderato dal consigliere nazionale Ussi, Mario Frongia, l’arciera azzurra ha evidenziato alla platea le differenza tra la gara olimpica e le competizioni field, che si disputano lungo percorsi immersi nel verde e che permettono una valorizzazione piena dei territori che la ospitano e, in molti casi, anche la riqualificazione dei luoghi attraverso interventi necessari per l’allestimento di un percorso di gara dedicato al tiro di campagna.

“Nella disciplina field ho ottenuto i miei primi successi arcieristici – ha rivelato Chiara – vittorie che mi hanno permesso di fare il grande salto in maglia azzurra arrivando ad essere poi una titolare della Nazionale Olimpica. Il tiro di campagna è una disciplina molto affascinante, nella quale si deve tener conto di numerose variabili, maggiori rispetto al tiro alla targa, nel quale si tiene conto soprattutto delle condizioni atmosferiche, come vento e pioggia. Nel field, si aggiungono la valutazione della distanza del bersaglio posizionato in pendenza, la luce e l’ombra se il percorso è allestito in un bosco. Ogni tiro è diverso dal precedente, dovendosi spostare da una piazzola all’altra. Per me è sicuramente una disciplina allenante per preparare al meglio anche le competizioni targa”.

Nell’occasione, Chiara Rebagliati è stata anche intervistata da Radio Vaticana, dove ha ribadito la vocazione “green” del tiro con l’arco: “Il nostro sport si può praticare in ambienti immersi nella natura e per un arciere, che cerca la calma e la concentrazione al momento del tiro, la competizione field permette di sentirti davvero immerso nell’ambiente che ti circonda e questo può trasmetterti quel che serve per effettuare un buon gesto tecnico”.

Un altro aspetto trattato sia nel corso del forum, che nell’intervista con la radio del Vaticano, è stato il valore totalmente inclusivo del tiro con l’arco: “L’inclusività è un valore aggiunto del nostro sport – ha detto Chiara -. Nelle nostre Società gli arcieri con disabilità si allenano e gareggiano insieme ai cosiddetti ‘normodotati’ senza alcuna differenza. Nel nostro mondo l’inclusione è un dato di fatto, per noi è normalissimo condividere la linea di tiro con atleti in carrozzina. Nell’ambito agonistico l’unico aspetto che davvero conta è la competitività di un arciere, per esempio ho condiviso delle trasferte internazionali con compagne di squadra che sono campionesse in ambito paralimpico. Il tiro con l’arco è uno sport per tutti e, anche se non si ambisce a diventare un arciere di alto livello, la nostra è una delle pochissime realtà che permette di avvicinarsi allo sport e condividere un ambiente agonistico che offre le stesse opportunità a tutti, indipendentemente da una eventuale disabilità”.