Nazionali

Intervista al presidente Scarzella tra passato, presente e futuro

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Il Presidente Mario Scarzella stila un bilancio del lavoro svolto e illustra quali sono gli obiettivi che lo hanno portato a candidarsi per guidare la Fitarco anche nei prossimi quattro anni.


Il 2 dicembre 2012 la Federazione Italiana Tiro con l’Arco saluterà un altro quadriennio contraddistinto da successi e si prepara alle elezioni che condurranno il movimento arcieristico italiano verso le Olimpiadi di Rio De Janeiro.
Il Presidente Mario Scarzella stila un bilancio del lavoro svolto e illustra quali sono gli obiettivi che lo hanno portato a candidarsi per guidare la Fitarco anche per nei prossimi quattro anni. “Quando ho deciso di presentare la mia candidatura alla Presidenza della Fitarco mi sono posto un interrogativo
importante: rivendicare i grandi successi del passato quadriennio e pormi come un conservatore che intende rimanere in un percorso consolidato, oppure proporre nuovi progetti innovativi che ci conducano a traguardi ancora più significativi? La risposta che mi sono dato, e che quindi offro al mondo arcieristico come impegno per il futuro, è di scegliere la seconda
strada, pur rimanendo nel solco di alcune grandi innovazioni che ci hanno consentito di produrre risultati di altissimo valore agonistico in ambito internazionale”. Prima di analizzare gli obiettivi futuri, partiamo allora
da questi risultati, rilevanti non solo sul piano agonistico, ma anche sul versante organizzativo, visto che in Italia sono state ospitate manifestazioni
di grande rilevanza. Per Scarzella tali successi sono arrivati grazie a un lavoro di squadra: “Devo rivolgere un sentito grazie al Consiglio Federale che, in questo quadriennio, è stato decisamente all’altezza della situazione, sempre pronto ad intervenire in caso di necessità, e vi assicuro che di interventi straordinari c’è stato spesso bisogno. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi il lavoro diventa sempre più difficile e la Fitarco è riuscita a districarsi da ogni situazione mettendo i suoi atleti di spicco in condizione di ottenere risultati che ci rendono fieri. Con un Consiglio così attivo l’attività federale non ha avuto intoppi ed è stato possibile far fronte anche a tutte le manifestazioni che il nostro panorama agonistico offre. La mia gratitudine si estende naturalmente a tutti i comitati organizzatori degli eventi nazionali e soprattutto internazionali svoltisi in Italia. Anche loro hanno saputo mettere in campo esperienza e serietà per offrire sempre quel qualcosa in più che fa la differenza. Sempre su questo versante, non posso non rivolgere il mio apprezzamento per il lavoro svolto da Comitati regionali e Società, capaci di mettere in campo le forze migliori quando si tratta di accogliere eventi di spicco e la dimostrazione più evidente è il plauso che il nostro paese riceve ormai abitualmente da tutti gli organismi sportivi internazionali.
La Fitarco non può vantare numeri strabilianti e, in tempo di crisi, è difficile porsi l’obiettivo di aumentare in maniera considerevole gli iscritti, eppure la nostra Nazionale primeggia in campo internazionale, in tutte le ivisioni e in tutte le specialità, e questo è il risultato di migliaia di soci orgogliosi di appartenere al mondo arcieristico. Vorrei fosse chiaro che è anche grazie a tutti i nostri appassionati arcieri se al termine di questo quadriennio abbiamo gioito per le vittorie di Londra 2012. Il nostro è stato un grande lavoro di squadra ed ogni componente ha messo il proprio per la crescita della Fitarco”. Naturalmente i protagonisti sul campo, gli arcieri azzurri, hanno già ricevuto il plauso del Presidente e di tutto il movimento: “Grazie al lavoro sempre più scrupoloso svolto dal settore federale della comunicazione e del team Ianseo direttamente sui campi di gara, tutti sono informati in tempo reale dei grandi traguardi raggiunti dai nostri arcieri in questo quadriennio. Naturalmente l’apice dei trionfi azzurri è stato raggiunto questa estate a Londra. Mauro Nespoli, Marco Galiazzo e Michele Frangilli al Lord’s Cricket Ground e poi il portabandiera Oscar De Pellegrin ed Elisabetta Mijno, senza dimenticare il quarto posto di Veronica Floreno e quello della squadra femminile, al Royal Artillery Barracks ci hanno fatto vivere emozioni incredibili. I loro successi danno la cifra del lavoro svolto in questo quadriennio. Il trio azzurro è stato encomiabile per come è stato capace di amalgamare e mettere a frutto le qualità individuali per raggiungere uno storico risultato di squadra. Per quanto riguarda gli atleti del para archery, la soddisfazione è stata grande perché questo risultato è giunto all’esordio della Fitarco nella gestione della loro attività: un grazie sentito non va solo gli atleti, ma anche a tutto lo staff tecnico che ha saputo preparare e condurre un gruppo unito e deciso a mettersi in gioco giorno per giorno”.

Tante anche le novità che hanno coinvolto tutti i settori federali nell’attività interna. Attività che ha segnato altri passi in avanti per una costante crescita del movimento arcieristico italiano: “Abbiamo rinnovato il settore arbitrale per garantire una struttura più snella, in grado di raccogliere e sfruttare al meglio le esperienze del passato, ma necessariamente proiettata ad accogliere le istanze di una sempre maggiore professionalità: sono stati svolti seminari di aggiornamento ed è stato fornito tutto il materiale sportivo e tecnico necessario per consentire l’espletamento di incarichi sempre più complessi e delicati. La Formazione Quadri ha saputo instaurare rapport sempre più stretti con i settori del Coni legati all’attività
sportiva e alla ricerca, quali la Scuola dello Sport e l’Istituto di Scienza e Medicina dello Sport. Inoltre sono stati allacciati rapporti che puntano all’avanguardia negli studi e nella ricerca, primo fra tutti quello con la Ferrari. Ci siamo impegnati ad organizzare anche corsi per tecnici nazionali e regionali, grazie all’alta professionalità di docenti nazionali e periferici
che offrono un insegnamento di altissimo valore. Sono stati avviati nuovi corsi finalizzati al settore paralimpico, che hanno ottenuto una grande partecipazione perché l’interesse per l’attività sta aumentando in maniera esponenziale”. Resta molto difficile invece riuscire ad ottenere introiti
economici che esulano dal contributo Coni, anche se la visibilità ottenuta dalle vittorie degli azzurri permette alla Fitarco di guardare al futuro con
ottimismo: “È sotto gli occhi di tutti l’ottimo lavoro svolto sul versante della comunicazione dalla Federazione. Il nuovo sito federale e lo sfruttamento dei nuovi media, con l’apertura del canale di youtube, facebook e twitter ci hanno permesso di cavalcare in tempo reale le vittorie degli azzurri, ottenendo un’ampia copertura del nostro sport sui media nazionali. Queste sono basi fondamentali per diventare appetibili agli sponsor, questione che in questo momento ci preme assai: i tagli che hanno colpito tutti i settori arrivano
anche da noi, e se anche il Coni ci ha supportato in maniera eccezionale fino ad oggi, è giunto il momento di cercare aiuti esterni per poter offrire maggiori
opportunità al nostro mondo, dalla base fino al vertice. Abbiamo compiuto sforzi non indifferenti a favore delle società affiliate, per permettere loro migliorie o costruzione di nuovi impianti, abbiamo cercato di venire incontro alle loro esigenze, ma vorremmo poter fare di più, e questo passa anche attraverso un incremento delle sponsorizzazioni”.

Scarzella non dimentica il supporto fondamentale che la Federazione e gli atleti di alto livello in primis hanno ricevuto dai Corpi Militari: “Aeronautica, Fiamme Azzurre e ora anche la Marina Militare ci hanno aperto delle possibilità che prima non avevamo. Molti successi non sarebbero mai arrivati senza il supporto dei Gruppi Sportivi Militari, permettendo a tanti nostri atleti di allenarsi serenamente e costantemente nel centro federale di Cantalupa, con la consapevolezza di un futuro lavorativo. Quest’anno c’è stato l’inserimento di altri giovani atleti che hanno meritato questa opportunità grazie alle loro splendide prestazioni. Ma non va dimenticato che i Gruppi Sportivi hanno dato un significativo contributi di uomini e mezzi anche in occasione di eventi nazionali ed internazionali”. La Fitarco si è distinta anche per un alacre lavoro riferito al tema dell’antidoping: “Il dottor Stefano
Osele è sempre in prima linea e la Fitarco si pone l’obiettivo di alzare l’asticella: colloqui e contatti con il Ministero della Salute, riunioni con il Coni, approfondimenti con gli organi internazionali, è stato davvero un lavoro indefesso a cui abbiamo fatto seguito con circolari informative che hanno permesso a tutte le società e a agli atleti di essere consapevoli di tutto ciò che si può fare per non avere spiacevoli sorprese a causa di farmaci assunti per fini terapeutici. Non ci stancheremo mai di insistere sulla diffusione
delle informazioni relative all’antidoping, non ci stiamo a essere considerati tra gli sport più dopati, proprio noi che non abbiamo nessun vantaggio nell’uso
del doping”. Visti i risultati ottenuti, il Presidente Scarzella sente la responsabilità di proseguire un lavoro difficile ma stimolante: l’obiettivo è mantenere ai vertici l’Italia arcieristica ed accrescerne ulteriormente le potenzialità. “Grazie all’impegno dei dirigenti e degli uffici Federali, che anno sempre svolto con professionalità e passione il loro lavoro quotidiano, la Federazione è certamente in grado di cominciare un nuovo quadriennio sotto i migliori auspici. Per farlo, servirà come sempre l’aiuto di tutti. A partire dai Comitati Regionali, per finire alle Società e i loro affiliati. I nostri
ragazzi lo hanno dimostrato a Londra: se il gruppo è solido, ogni risultato è raggiungibile. Spero quindi che i tesserati presenti all’Assemblea confermino al sottoscritto la medesima fiducia dimostrata nei precedenti quadrienni. In questi ultimi anni il mondo dell’arcieria si è evoluto costantemente, dagli studi sempre più sofisticati sulla tecnica di tiro alle ricerche tecnologiche
più avanzate sui materiali; dagli approfondimenti sull’evoluzione dell’apprendimento e della preparazione fisica, alle valutazioni meno empiriche sulle implicazioni psicologiche. Sono sfide che ci siamo trovati ad affrontare nel quadriennio appena concluso e posso orgogliosamente affermare che la nostra struttura federale ha posto già le basi per aprirsi ad innovazioni sempre più corpose”. Quali allora le difficoltà per raggiungere questi obiettivi? “Non posso nascondere che, a fronte dell’entusiasmo per i progetti più innovativi, ci troveremo sicuramente a combattere con i tagli a livello finanziario
perché la crisi che sta attraversando il nostro Paese avrà ripercussioni anche nel mondo sportivo. Ciò che ci conforta è la sicura vicinanza del Coni che
non ci ha mai fatto mancare il suo appoggio, supportandoci con tutta la stima che va ad una Federazione che miete successi e che al tempo stesso può vantare i
conti in ordine. Sono certo che anche il Comitato Internazionale Paralimpico continuerà a sostenerci e questo ci consentirà di incrementare il nostro appoggio sul territorio per consentire alle società di intervenire con competenza nel mondo della disabilità. Ma qualunque sarà il budget a disposizione, mi impegno in prima persona, e sono certo che lo farà anche il
prossimo Consiglio Federale eletto, a distribuire nel modo più opportuno le risorse, cercando di sfruttare al meglio i nostri punti di forza e battendo nuove strade per incrementare le nostre disponibilità”.

L’utilizzo delle risorse dovrà quindi essere oculato e mirato: “L’assistenza agli atleti di alto livello rimane sicuramente un punto irrinunciabile del mio programma perché loro sono gli artefici dei nostri successi, ma altrettanto irrinunciabile sarà il supporto ai Comitati Regionali e alle società perché sono queste le strutture che ci consentono di affrontare le tematiche più importanti del nostro percorso, dall’attività promozionale ai progetti finalizzati all’attività giovanile. Da questi punti non possiamo prescindere, poiché da un lato l’incremento numerico degli iscritti può farci contare di più nel panorama sportivo nazionale, dall’al tro lato solo incentivando l’attività giovanile possiamo garantirci un futuro agonistico di altissimo livello.
Per questo intendo moltiplicare l’impegno federale per un interscambio tra i tecnici nazionali e i tecnici regionali tale da consentirci di uniformare le conoscenze tecniche e di adottare gli interventi più idonei”.
Il futuro della Federazione passa quindi attraverso un progetto che metta al centro degli obiettivi federali la crescita del Settore Giovanile, con un occhio
di riguardo alle cosiddette 'quote rosa’: “Non possiamo dimenticare che le Olimpiadi Giovanili costituiscono un altro importante appuntamento per il quale dobbiamo preparare giovanissimi atleti: la prima edizione ci ha già visto conquistare un oro, non possiamo certamente arrestare la nostra tradizione di
medagliati olimpici! Ed è proprio puntando a questi alti obiettivi e alla necessità di contare sempre di più sulle classi giovanili che da un po’ di tempo coltivo un sogno nel cassetto: quello di costituire un gruppo di giovani arcieri che vive stabilmente al centro federale con la possibilità di frequentare contemporaneamente la scuola, cosa che avviene già in altri sport e che può rappresentare un grande trampolino per la loro e la nostra crescita. In particolare avvertiamo tutti l’esigenza di incrementare il settore femminile che in questo momento vede un esiguo numero di rincalzo alle atlete di alto livello”. La struttura Federale deve quindi rappresentare una base solida alla quale possano rivolgersi tutte le componenti dell’arcieria italiana per favorire il movimento a raggiungere la crescita desiderata: “Non possiamo tralasciare tutto ciò che fa da contorno all’attività agonistica e che costituisce il presupposto affinché gli atleti possano continuare ad allenarsi
serenamente e la nostra base periferica continui ad avere punti di riferimento sicuri, cioè la struttura federale che è già pronta a fare un salto di qualità in tutti i settori: a partire dalla comunicazione, che sfrutterà sempre di più le nuove tecnologie per raggiungere un numero di contatti che non ha quasi più nulla da invidiare ai media tradizionali, per arrivare alle sponsorizzazioni
che ci offrono prospettive allargate rispetto al passato, come dimostrano i più recenti contatti favoriti senza ombra di dubbio dalla visibilità offerta dall’oro di Londra. Il lavoro svolto dalla Formazione Quadri ha già raggiunto un livello di alto valore, come mi rivela la grande ammirazione internazionale per i nostri successi formativi, ma la Fitarco non ha intenzione di fermarsi e sto raccogliendo via via proposte e consigli che il settore saprà fare propri. Non certo ultima sarà l’attenzione che dovremo continuare a rivolgere al problema del doping. Mi batterò in prima persona affinché la cultura dello sport pulito diventi un punto irrinunciabile del nostro percorso: rappresentiamo
una disciplina olimpica e abbiamo delle regole da rispettare. Spetta a tutti noi farsi carico di diffondere nella maniera più capillare la consapevolezza di ciò che significa essere atleti”.

Mario Scarzella conclude garantendo di continuare ad impegnarsi per assicurare il massimo appoggio alle istanze che arrivano dalla base: “Se mi verrà confermata fiducia alle elezioni, metterò anima e corpo per concretizzare i progetti di crescita della Fitarco, contando su quella competenza che mi deriva da anni di lavoro in ambito nazionale ed internazionale. Posso solo aggiungere che continuerò ad essere un Presidente quanto più possibile presente, non solo letteralmente sui campi di tiro, ma anche vicino a tutti gli atleti, da quelli di vertice ai neofiti, per ascoltare le loro esigenze, le loro preoccupazioni, i loro progetti, e al tempo stesso cercherò di essere di supporto a tecnici
e dirigenti. La passione e l’abnegazione con i quali ho lavorato in questi quadrienni rimarranno immutate. La mia passione è la stessa che accomuna tutti coloro che fanno parte della splendida famiglia dell’arcieria italiana”.

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