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Michele Frangilli si racconta alla World Archery

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Atleta della settimana e da giorni in copertina sul sito della World Archery, Michele Frangilli si racconta su www.archery.org


La passione per il tiro con l’arco si è tramandata di padre in figlio in casa Frangilli. Grazie anche agli insegnamenti del padre l’aviere azzurro è arrivato a conquistare tre medaglie olimpiche, l’ultima, la più importante a Londra con il suo 10 a decretare l’oro azzurro.

E proprio dall’Inghilterra parte la lunga intervista su archery.org: “Durante la gara ero molto tranquillo, ho provato a tirare al meglio e ha funzionato. Prima dell’ultima freccia sapevo che con un dieci avremmo vinto l’oro, mi sono preso 30 secondi per tirare, ero calmo ed ero concentrato sul non commettere errori. La medaglia non mi ha cambiato, sono sempre lo stesso ragazzo. Al mio paese mi conoscono tutti, non è cambiato nulla. L’arco è il mio lavoro grazie all’Aeronautica Militare e voglio continuare a vincere delle medaglie per l’Italia.”

Bei ricordi, un pò di futuro ma poi arriva il momento di entrare nella parte tecnica: “i miei successi sportivi derivano dal fatto che ho iniziato a tirare quando avevo 5 anni e la mia tecnica di tiro è rimasta più o meno la stessa per molto tempo. Questi due fattori mi hanno permesso di vincere le tante medaglie che mi sono messo al collo.”

E il 2013 come sarà? “Sarà un anno come gli altri – dice Frangilli – mi sto concentrando sulla mia tecnica e sto pensando a divertirmi. E’ ovvio che vorrei vincere sempre soprattutto dopo aver vinto tanto anche se so che non è sempre possibile arrivare primi.”

Quest’anno però è arrivata una grande svolta, dall’Olanda per allenare la Nazionale è arrivato Wietse Van Alten: “Ha appena iniziato a lavorare con noi, ha fatto molto bene con l’Olanda e penso che potrà fare un bel lavoro anche nel nostro paese. Potrà essere d’aiuto per alzare il livello dei nostri ragazzi.”
Ultima battute dedicate al Frangilli non sportivo: “non penso troppo al futuro, vivo il presente, prendo le cose passo dopo passo, l’ho sempre fatto. Penso solo a tirare con l’arco, dando sempre il massimo e facendo di tutto per vincere” per chiudere una battuta: “magari un giorno prenderò il posto di Wietse”.

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L'intervista completa a Michele Frangilli

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