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Verso Roma 2024: il libro su Bruno Zauli

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Giovedì 3 marzo presentato al Salone d'onore del Coni il libro su Bruno Zauli scritto da Gianfranco Colasante con il presidente Coni Giovanni Malago' e il Segretario Generale Coni Roberto Fabbricini.


L’ultimo libro di Gianfranco Colasante, dedicato alla vicenda terrena, umana e sportiva, di Bruno Zauli, “il più colto uomo di sport” (edito da Garage Group Srl), verrà presentato nel Salone d’Onore del CONI, al Foro Italico, nella mattinata di Giovedì 3 Marzo (ore 11,30) con l’intervento del presidente del CONI Giovanni Malagò e del segretario generale Roberto Fabbricini. Della figura di Zauli e del suo tempo parleranno Mario Pescante, Fabio Pigozzi e Vanni Loriga, con testimonianze di Tito Morale e di Giacomo Crosa.
Il volume è un corposo lavoro che, in 500 pagine e 31 capitoli, riscrive in toto la storia dello sport italiano fino alla “Grande Bellezza” di Roma ’60. Sullo sfondo, e neppure tanto in penombra, il “romanzo” dimenticato e denso di fascino del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dei tanti uomini che ne hanno costruito le fortune. E, in sottordine, le vicende della Federazione di Atletica che a Zauli deve tutto (fu proprio lui a “rifondarla” 70 anni fa, nel marzo 1946). Quindi storia e storie di avvenimenti, ma soprattutto delle idee e degli uomini che le hanno rese possibili, malgrado le difficoltà e gli sconquassi del “secolo breve”. Storie rievocate per il periodo del maggior sviluppo del Movimento Olimpico italiano, coincidente con l’arco di tempo che va dai primi anni Venti ai Giochi di Roma, ineguagliato apice dei nostri successi sportivi.
Non per nulla, nella retrocopertina del libro si legge: “Le storie degli uomini – e delle loro istituzioni – restano un continuo divenire: una sequela ininterrotta di capitoli, l’ultimo dei quali viene sempre influenzato da quelli che l’hanno preceduto. Ecco perché non si può pensare alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024 senza rileggere come lo Sport Italiano abbia saputo ottenere e celebrare – negli anni della ricostruzione e con pochissimi mezzi – due Olimpiadi in cinque anni e soprattutto, allestire i fasti di Roma '60”.

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