Nazionali

Italia Campione del Mondo Junior femminile

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Lucilla Boari, Vanessa Landi e Tatiana Andreoli vincono il titolo mondiale a squadre Junior nell’ultimo giorno dei Mondiali di Rosario. Le azzurre battono in finale la Cina allo shoot off 5-4 (26-25).


Per la prima volta nella sua storia l’Italia è campione del Mondo con la squadra femminile Junior. Lo straordinario risultato arriva grazie alle frecce di Lucilla Boari, già titolare a Rio 2016, classe '97 di Rivalta sul Mincio (Mn) in forza agli Arcieri Gonzaga, alla grossetana classe '97 Vanessa Landi degli Arcieri Montalcino e la più giovane del gruppo, l'arciera di San Giorgio di Susa (To), classe '99, Tatiana Andreoli degli Arcieri Iuvenilia. Tre atlete prodotto della Scuola Federale FITARCO di Cantalupa (To) che, dopo questo titolo giovanile, avranno anche la grande soddisfazione di raggiungere Città del Messico con il C.T. Wietse van Alten per giocarsi da titolari il Mondiale Senior la prossima settimana. 

UNA FINALE TUTTA IN RIMONTA - Oggi a Rosario, in Argentina, le tre azzurrine vincono una finale thrilling contro la Cina di Jiaman Li, Xiaoqing Long e Zhiyun Xu. I primi due set sembrano regalare una facile vittoria alla super potenza asiatica che si porta sul 4-0 grazie agli impressionanti parziali di 57-51 e 59-53. L’Italia però non muore mai, vince il terza parziale 53-51 tenendo accese le speranza e poi compie il capolavoro della gara pareggiando i conti con il 55-50 che rimanda il verdetto allo shoot off. Nelle tre frecce di spareggio Boari, Landi e Andreoli tirano due 9 e un 8, frecce pesanti che fanno crollare le cinese schiacciate dalla pressione e incapaci di andare oltre a due 8 e un 9. Finisce così 5-4 (26-25) e il Tricolore può alzarsi sul cielo di Rosario accompagnato dall’inno di Mameli.

LE PAROLE DELLE PROTAGONISTE - Molto lucida la disamina dell'atleta lombarda degli Arcieri Gonzaga Lucilla Boari, già titolare a Rio 2016: "E' stato bello e difficile vincere allo spareggio, visto che eravamo sotto per 4-0. Le nostre avversarie ci hanno aiutato un pochino permettendoci di rimontare, noi ne abbia approfittato e vinto i due set successivi. Poi, allo shoot-off, eravamo focalizzate sull'obiettivo e siamo state un po' più fortunate di loro vincendo per un punto". 
Grande soddisfazione e una carica di fiducia importante per le azzurre in vista del Mondiale Senior a Città del Messico: "Una vittoria che ci dà grandi motivazioni - dice l'atleta toscana degli Arcieri Montalcino, Vanessa Landi - Questa medaglia d'oro è il risultato del nostro lavoro e della nostra convinzione: ci siamo dette, sì, ce la possiamo fare!". 

IL PERCORSO DELLE AZZURRE - Il successo delle tre azzurrine, che nonostante la giovane età, come detto, si andranno a giocare anche il Mondiale dei “grandi”, si compie oggi ma nasce da lontano. L’ottava posizione dopo la qualifica non è un risultato esaltante, anzi complica i piani dell’Italia dell’arco olimpico Junior femminile perché la pone dalla parte più dura del tabellone. Il primo scontro è contro la Russia, squadra solida e di tradizione, sconfitta allo shoot off 5-4 (22-21). Una vittoria che gonfia il petto di Lucilla Boari, Vanessa Landi e Tatiana Andreoli che ai quarti si trovano davanti la Corea del Sud, dominatrice assoluta di questi Mondiali Giovanili. Le tre azzurrine firmano l’impresa con un 6-0 di grande valore che spinge poi al secondo 6-0 della propria corsa, quello contro la Polonia in semifinale, che vale l’accesso alla sfida per l’oro conquistato oggi.

L'ITALIA CHIUDE IL MONDIALE CON 1 ORO E 3 QUARTI POSTI - Il titolo iridato della squadra femminile Junior dell’arco olimpico è il risultato migliore dell’Italia a questi Mondiali Giovanili che vedevano al via Allievi e Junior dell’arco olimpico e del compound. Nelle scorse giornate di gara grande prova di Sara Ret che nel compound Junior ha concluso la sua corsa individuale al quarto posto. Due quarti posti sono arrivati anche con la squadra olimpico allievi maschile e con il trio femminile junior compound. Nel complesso un'edizione nella quale l'Italia ha dimostrato di essere competitiva e di aver lavorato nella giusta direzione con i suoi giovani che hanno il difficile compito di proseguire la tradizione vincente in ambito internazionale della FITARCO. 

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